ITINERARI DIVERSI
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06/12/2012
ITINERARI DIVERSI

Itinerari diversi è una mostra che si pone come obbiettivo quello di tracciare una panoramica dell'arte contemporanea nelle sue varie espressioni con la partecipazione di artisti di respiro nazionale ed internazionale. Artisti, assai differenti tra loro per modalità espressive e scelte tematiche, sono stati riuniti in questa ‘collettiva’ in cui vi è un dialogo, un autentico scambio, dove le opere presenti, sebbene diverse tra loro per forma, dimensione e tecnica utilizzata suggeriscono una riflessione su un evidente cambio di atteggiamento di sensibilità degli artisti nei confronti dell’espressione artistica attraverso la quale rappresentano il loro tempo e la propria identità creativa. Victor Vasarey - fondatore del movimento artistico dell'Op art, sviluppatosi negli anni '60 e '70 – è presente con un olio su tavola del 1966/1972. Il suo linguaggio cinetico è basato sulla disposizione e la riproduzione in serie di figure geometriche con colori complementari diversi, in cui il principio dell'unità plastica è ottenuto attraverso l'inserimento di forme una dentro l'altra con colori e sfumature diverse, come per dare un senso di movimento unilaterale alla figura.
In mostra anche una rara Bandiera tricolore di Salvo del 1972 in cui l’artista, come scrisse Danilo Eccher nel volume che accompagnava l’antologica dell’artista alla GAM di Torino: “… sceglie di far coincidere il proprio nome con l’immagine dell’opera, sostenendolo cromaticamente con il tricolore della bandiera italiana e rappresenta l’emblema di un procedere artistico costantemente in bilico fra il sé e l’altro da sé”.
Due le opere di Alighiero Boetti: un arazzo del 1989 in cui le lettere disposte in quadrato compongono la frase “le infinite possibilità di esistere” ed una grande tecnica mista su carta intelata del 1988. 
In esposizione anche un Paesaggio TV del 1972 di Mario Schifano. Scene sfocate, incastonate in schermi che le rendono fermo-immagine senza tempo incollati a televisori dai contrasti mal regolati, frammenti immortalati con una delle sue inseparabili macchine fotografiche, decontestualizzati, e reinseriti in una nuova dimensione, quella pittorica, senza però renderli totalmente avulsi dalla loro natura d’immagine mediatica.

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